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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Esci dalla tua terra


Esci dalla tua terra e va dove ti mostrerò. (2 v.)

1. Abramo, non partire, non andare,
non lasciare la tua terra:
cosa speri di trovar?
La strada è sempre quella, ma la gente
è differente, ti è nemica:
dove speri di arrivar?
Quello che lasci, tu lo conosci,
il tuo Signore cosa ti da’?
Un popolo, la terra e la promessa.
Parola di Jahvè!

2. La rete sulla spiaggia abbandonata
l’han lasciata i pescatori:
son partiti con Gesù.
La folla che osannava se n’è andata,
ma il silenzio una domanda
sembra ai dodici portar:
Quello che lasci, tu lo conosci,
il tuo Signore cosa ti da’?
Il centuplo quaggiù e l’eternità.
Parola di Gesù!

3. Partire non è tutto: certamente
c’è chi parte e non da’ niente,
cerca solo libertà.
Partire con la fede nel Signore,
con l’amore aperto a tutti
può cambiar l’umanità.
Quello che lasci, tu lo conosci,
quello che porti vale di più.
Andate e predicate il mio Vangelo.
Parola di Gesù!

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