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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Ecco quel che abbiamo


Ecco quel che abbiamo nulla ci appartiene, ormai.
Ecco i frutti della terra che tu moltiplicherai.
Ecco queste mani, poi usarle, se lo vuoi,
per dividere nel mondo il pane che tu hai dato a noi.

1. Solo una goccia hai messo fra le mani mie,
solo una goccia che tu ora chiedi a me.
Una goccia che in mano a Te,
una pioggia diventerà e la terra feconderà.

2. Le nostre gocce, pioggia fra le mani Tue,
saranno linfa di una nuova civiltà.
E la terra preparerà la festa del pane
che ogni uomo condividerà.

Sulle strade il vento da lontano porterà
il profumo del frumento che tutti avvolgerà.
E sarà l’amore che il raccolto spartirà
ed il miracolo del pane in terra si ripeterà.

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Autore
Gen Rosso
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