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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Io non sono degno


Io non sono degno di ciò che fai per me,
tu che ami tanto uno come me,
vedi non ho nulla da donare a te,
ma se tu lo vuoi prendi me.

Sono come la polvere alzata dal vento,
sono come la pioggia caduta dal cielo,
sono come una canna spezzata dall’uragano,
se tu, Signore non sei con me.

Contro i miei nemici tu mi fai forte,
io non temo nulla e aspetto la morte,
sento che sei vicino, che mi aiuterai,
ma non sono degno di quello che mi fai!

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Autore
C. Chieffo
Momenti liturgici
Ingresso - Offertorio
Tempi liturgici
Tempo ordinario