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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

In comunione


Signore, ti ringrazio
perché hai voluto
che io sedessi a mensa con te
e per il tuo corpo che in cibo mi hai dato
e per il tuo sangue che nel calice hai versato.

Allora vieni con me,
in comunione con me
sino all’eternità. La, la, la, la…

Per tutti i dolori che hai sopportato,
per tutte le lacrime che hai versato,
per tutte le gioie che non mi hai negato,
per tutto l’amore che mi hai donato.

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Momenti liturgici
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