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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Chi ha sete


Chi ha sete venga e beva da me
a nuova vita verrà
perché la mia acqua come
sorgente da lui sgorgherà.

Non avranno fame, niente li turberà,
dietro l'agnello, loro pastore,
in pascoli erbosi, ad acque limpide.

Viene sulle nubi e ognuno lo vedrà:
“Io sono l'alfa, sono l'omega,
principio e fine, il primo e l'ultimo”.

Sei parola viva, Dio di verità guida i
tuoi servi, tu che ci salvi.
La vita che doni è amore e libertà.

Ti lodiamo o Cristo, gloria e onore a te.
Sorga la terra, cantino i cieli,
proclami ogni lingua la tua fedeltà.

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Autore
RnS
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