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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Il canto del mare


Cantiamo al Signore,
stupenda è la sua vittoria.
Signore è il suo nome,
alleluia. (2v.)

Voglio cantare in onore del Signore
perché ha trionfato, alleluia.
Ha gettato in mare cavallo e cavaliere,
mia forza e mio canto è il Signore.
Il mio salvatore è il Dio di mio padre
ed io lo voglio esaltare.

Dio è prode in guerra si chiama Signore,
travolse nel mare gli eserciti.
I carri d'Egitto sommerse nel Mar Rosso.
Abissi profondi li coprono.
La tua destra, Signore, si è innalzata,
la tua potenza è terribile.

Si accumularon le acque al tuo soffio,
s'alzarono le onde come un argine.
Si raggelaron gli abissi in fondo al mare,
chi è come te, o Signore?
Guidasti con forza il popolo redento
e lo conducesti verso Sion.

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Autore
Marco Frisina
Momenti liturgici
Comunione - Finale - Ringraziamento
Tempi liturgici
Tempo ordinario - Pasqua