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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Benedici, o Signore


1. Nebbia e freddo, giorni lunghi e amari
mentre il seme muore.
Poi il prodigio antico e sempre nuovo
del primo filo d'erba.
E nel vento dell'estate ondeggiano le spighe
avremo ancora pane.

Benedici o Signore
questa offerta che portiamo a Te
facci uno come il pane
che anche oggi hai dato a noi.

2. Nei filari dopo il lungo inverno
fremono le viti.
La rugiada avvolge nel silenzio
i primi tralci verdi.
Poi i colori dell'autunno coi grappoli maturi
avremo ancora vino.

Benedici o Signore
questa offerta che portiamo a Te
facci uno come il vino
che anche oggi hai dato a noi.

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Autore
Gen Rosso
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