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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Andrò a vederla un dì


Andrò a vederla un dì in cielo, patria mia:
andrò a veder Maria, mia gioia e mio amor.

Al ciel, al ciel, al ciel, andrò a vederla un dì.
Al ciel, al ciel, al ciel, andrò a vederla un dì.

«Andrò a vederla un dì» è il grido di speranza
che infondemi costanza nel viaggio e fra i dolor.

Andrò a vederla un dì, andrò a levar miei canti
cogli angeli e coi santi per corteggiarla ognor.

Andrò a vederla un dì, le andrò vicino al trono
ad ottenere in dono un serto di splendor.

Andrò a vederla un dì, la Vergine immortale;
m’aggirerò sull’ale dicendole il mio amor.

Andrò a vederla un dì, lasciando quest’esilio,
le poserò qual figlio il capo sopra il cuor.

Andrò a vederla un dì, a Lourdes mio cor l’implora,
ma non la veggo ancora: è in cielo col Signor.

Andrò a vederla un dì, meglio che a Massabielle:
lassù, sopra le stelle, svela sua gloria e amor.

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Momenti liturgici
Finale - Mariani
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