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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Adeste fideles


1. Adeste, fideles, laeti triumphantes;
venite, venite in Bethleem.
Natum videte Regem angelorum.

Venite, adoremus Dominum!

2. En, grege relicto, hùmiles ad cunas
Vocati pastores adpròperant;
Et nos ovanti gradu festinemus.

3. Aeterni Parentis splendorem æternum,
Velatum sub carne vidébimus;
Deum infantem, pannis invòluntum.

4. Ergo qui natus die hodierna,
Jesu, tibi sit glòria,
Patris Aeterni Verbum caro factum.

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Autore
J. F. Wade
Momenti liturgici
Ingresso - Comunione
Tempi liturgici
Natale