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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Abbiamo un tesoro in vasi di creta


Quando le vicende che voi conoscete
vi sembrano intrecci senza passaggio;
quando i fratelli che voi troverete
vi parlano smarriti senza coraggio,
voi allora non dite:
«Siamo giovani ancora, risparmiaci Signore!»;
ecco, questo è il momento, vi basti la mia grazia.

“Abbiamo un tesoro in vasi di creta”:
questa, amici, è giusta memoria,
questo, Signore, è il tuo giogo leggero.
Questo Vangelo è il nostro mistero,
questa, ogni giorno, è la nostra libertà.

Quando le risorse che voi dispiegate
insinuano attese poco esigenti;
quando i disegni che voi coltivate
promettono pianure troppo indulgenti,
voi allora non dite:
«Siamo abili e pronti, inviaci Signore!»;
ecco, questo è il momento, vegliate nel mio nome.

Quando le parole che voi pronunciate
rimbalzano indietro come straniere;
quando i disagi che voi affrontate
vi piagano il cuore contro il potere,
voi allora non dite:
«Siamo esuli in patria, congedaci Signore!»;
ecco, questo è il momento, vi regga la mia Croce.

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