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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

A te vorrei dire


Se il sole non illuminasse più
questo pallido pianeta,
se il silenzio della morte
ammutolisse il mio canto,
se il cuore della terra
non riscaldasse più,
non dispererei,
perché troppo grande è in me
la Tua presenza
perché so, Dio, che Tu sei amore.

A te che ascolti vorrei dire:
Dio è amore, amore.
A te che piangi vorrei dire:
Dio è amore, amore.
A te che lotti vorrei dire:
Dio è amore, amore.

Non ci sarà amore più grande
di chi dà la vita per gli amici suoi.
E noi abbiamo creduto e conosciuto
l’amore che Dio ha per tutti noi.

Ad ogni uomo vorrei dire:
Dio è amore, amore. (3v)

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Autore
Gen Rosso
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