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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

A te, Signor leviamo i cuori


  A te, Signor leviamo i cuori!
  A te, Signor noi li doniam!

Quel pane bianco che t’offre la Chiesa
è frutto santo del nostro lavoro:
accettalo, Signore, e benedici.

Quel vino puro che t’offre la Chiesa
forma la gioia dei nostri bei colli:
accettalo, Signore, e benedici.

Gioie e dolori, fatiche e speranze,
nel sacro calice noi deponiamo:
accettalo, Signore, e benedici.

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Autore
A. Vitalini, R. Lavagna
Momenti liturgici
Offertorio
Tempi liturgici
Tempo ordinario