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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

A te nostro Padre


A te, nostro Padre e nostro Signor,
pane e vino oggi noi ti offriam sull'altar.

Grano, diverrai vivo pane del cielo,
cibo per nutrire l'alma fedel.

Vino, diverrai vivo sangue di Cristo,
fonte che disseta l'arsura del cuor.

Salga fino a te, e a te sia gradita
l'ostia che t'offriamo in tutta umiltà.

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Autore
A. Vitalini, R. Lavagna
Momenti liturgici
Offertorio
Tempi liturgici
Tutti