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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Ascoltare


Ascoltare non è questione di orecchie, cioè il semplice e meccanico udire i suoni prodotti dai rumori e dalle parole, rimbalzanti nella mente o negli spazi che abitiamo ogni istante.
Ascoltare non è neppure solo una questione di occhi, come quando udiamo l'eco delle sillabe che stiamo leggendo. Le parole riportate nelle pagine di un libro – soprattuto se si tratta del libro che contiene le Sacre Scritture –, non sono mute, bensì parlano alla mente e al cuore di chi le incontra.
Ascoltare è soprattutto questione di accoglienza di emozioni e di significati trasportati come su navi dalle reciproche parole.
Dio comunica così, Dio lo si ascolta così: nei significati e nelle emozioni delle parole che le persone riescono a capire e a balbettare, tendendo l'orecchio e volgendo lo sguardo nella direzione dell'Infinito.


LA PAROLA

«La fede dipende dall'ascolto della predicazione, ma l'ascolto è possibile se c'è chi predica Cristo».

[Rm 10,17] 

IL TESTIMONE

«Io vi suggerisco, ogni giorno, di prendere alcuni minuti e leggere un bel brano del Vangelo e sentire cosa succede lì dentro.

Sentire Gesù; e quella Parola di Gesù ogni giorno entrerà nel nostro cuore e ci farà più forti nella fede».

 

[papa Francesco]



GRUPPO ADULTISSIMI (TERZA ETà)

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