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All'orizzonte il Sinodo dei Giovani

Un Sinodo dei giovani animato e polemico. Farrell: Le critiche non ci fermeranno.


Allorizzonte il Sinodo dei Giovani
Articolo a cura di Andrés Beltramo Álvarez
tratto da lastampa.it del 04/2017

«Un Sinodo animato», dove si discuteranno senza paura i problemi dei giovani, lasciando fuori ogni polemica. Al cardinale Kevin Farrell le critiche non lo preoccupano. Sa che esistono, che sono esistite in passato e che esisteranno in futuro. Come prefetto del Dicastero vaticano per il Laici, la Famiglia e la Vita, è coinvolto nella preparazione dell’assise dei vescovi in programma per l’ottobre 2018 sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. Proprio del Sinodo il porporato parla con Vatican Insider e, naturalmente, della Giornata Mondiale della Gioventù che si svolgerà a Panama dal 22 al 27 gennaio 2019.  

Il prossimo sarà il Sinodo dei vescovi ma dedicato ai giovani. Come conciliare le due cose?  

«È vero ma è un Sinodo dei vescovi dove si chiede di ascoltare per primi i giovani. E ci saranno i vescovi più “giovani”, o meglio, quelli meno anziani. Si vogliono ascoltare ragazzi e ragazze, non solo quelli dentro la Chiesa, ma anche quelli che non sono mai entrati in una Chiesa». 

Papa Francesco ha chiesto infatti di coinvolgere nella preparazione dell’assemblea sinodale i giovani agnostici, atei o quelli che hanno una “fede tiepida”. Come si possono raggiungere questi?  

«La cosa più difficile di questa preparazione è entrare in contatto con loro. Ma si deve fare, magari cambiando il sistema che già usiamo. Ad esempio, sarà lanciato un sondaggio in tutto il mondo attraverso una consultazione via internet. Oppure incontrarli attraverso i cappellani della grandi università, quelle che stanno qui a Roma. Loro hanno un filo diretto coi giovani». 

Come si muoverà il suo Dicastero in questo cammino di preparazione?  

«Svolgeremo il lavoro insieme alla Segreteria del Sinodo, abbiamo già un rappresentante quasi permanente nell’ufficio. In fin dei conti, i giovani sono anche laici. La preparazione si svolgerà da adesso fino all’inizio del Sinodo. Non tutti i giovani saranno presenti nell’aula con i vescovi, ma è necessario ascoltare la voce degli studenti che appartengono a movimenti ecclesiali, quelli che non appartengono a nulla, che non credono, e dei ragazzi che prima frequentavano la Chiesa e poi non più. Come dice il Papa, bisogna andare fuori». 

La “Chiesa in uscita” di cui parla Francesco…  

«Esatto. Dobbiamo fare quello che ci domanda il Papa: uscire, andare oltre le porte della Chiesa, delle organizzazioni, dei movimenti cattolici».

Si aspetta un dibattito animato come quello dei due precedenti Sinodi sulla famiglia?  

«Certo, molto animato». 

Anche polemico…?  

«Non c’è mai stato un Sinodo che non abbia avuto polemiche. Si discute sempre. Tante cose che si dicono adesso sul Sinodo sulla famiglia (e sull’esortazione apostolica “Amoris laetitiae”, ndr), si dicevano anche sulle encicliche “Humanae Vitae” o “Populorum Progressio” (entrambe di Papa Paolo VI). Non è una novità, e noi andiamo avanti».  

Quindi le critiche non vi bloccano?  

«No. Per me non sono cose fuori dal mondo».  

Il Papa ha parlato di un doppio cammino di preparazione: del Sinodo e della Giornata mondiale della Gioventù di Panama. Come si svolgerà questo?  

«Cerchiamo di preparare entrambi gli eventi insieme. La Gmg è per i giovani, ha una storia e una tradizione. E nel 2018 avremo il primo Sinodo della storia dedicato al tema della gioventù. Bisogna far parlare i giovani attraverso una consulta. Io ho 70 anni e non ragiono come loro». 

Nel dettaglio come procede la preparazione della Gmg panamense?  

«Panama è ben preparata, le cose lì andranno bene. Deve essere la Giornata mondiale della Gioventù di tutta l’America centrale e di tutta l’America, del nord e del sud. Panama sta giusto al centro del continente, dove si incontra la metà della Chiesa, come riferiscono le ultime statistiche. È una buona opportunità per i giovani che non hanno la possibilità di viaggiare lontano, di partecipare a questo evento storico. A Panama il governo ha incaricato una persona di lavorare e aprire a tutte le nazioni la possibilità di ottenere il visto per viaggiare. Per quanto riguarda i luoghi della Giornata, l’arcivescovo locale José Domingo Ulloa ha già un’idea sugli spazi disponibili e quello che noi vorremmo, ora bisogna decidere». 

Quante persone pensa che verranno?  

«Non abbiamo in mente un numero fisso, ma saranno sicuramente tanti».  



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