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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Al settimo cielo

Il Gruppo dei Bambini di 4-5 anni danno agli adulti lezione di emozione e corporeità


Al settimo cielo

La gioia, la paura, la tristezza, le preoccupazioni in quali parti del corpo vanno a finire? Il nostro corpo e' la casa delle nostre emozioni.

Con l'aiuto della musica il Gruppo dei Bambini di 4-5 anni, presentando nel giorno dell'Epifania lo spettacolo "Al settimo cielo", ci hanno comunicato le emozioni provate con il loro volto, con le mani, le braccia, la voce, il respiro e il silenzio.

Chi meglio se non un bambino riesce a trasmettere la gioia, la speranza, la creatività, l'innocenza, la purezza, quando ogni giorno noi, mondo degli adulti, siamo disponibili ad abbandonanrci tra le loro braccia calorose e accoglienti?

Alesssandra D'Apice: «Che questi bambini siano d’esempio per noi grandi, che tante volte nascondiamo, reprimiamo, affondiamo tanti di quei sentimenti in chissà quale nascondino più recondito dove crediamo che nessuno possa andare a controllare, perché proprio non ce lo possiamo permettere. Sì, noi grandi, che dobbiamo dimostrare ai più piccini che bisogna essere forti, che non possiamo abbatterci, che fidarsi degli altri non sempre è bene, siamo troppo razionali, troppo poco spontanei, troppo irrigiditi dai dogmi del cosa è giusto e cosa non è giusto, cosa dire, fare, pensare, o meglio, da cosa può apparire più giusto dire, fare, pensare...
Occorrerebbe, invece, tenere sempre aperte le finestre dei nostri cuori, non soltanto nel periodo dell’Avvento fino alla nascita di Gesù, fino all’arrivo dei Re magi; non chiuderle per poi riaprirle in qualche altra limitata circostanza o ricorrenza. Facciamo circolare in noi la gioia della nascita di Gesù ogni nuovo giorno. È Natale tutti i giorni, Gesù nasce tutti i santi giorni, ogni qualvolta che uno solo qualsiasi di noi mette da parte l’egoismo e inizia a preoccuparsi dell’altro a spendersi per quelli più bisognosi, non necessariamente di denaro o di cibo, ma soprattutto di attenzione, cura, affetto, rispetto, ascolto, devozione.
Allora sì che potremmo  trasmettere tutta la gioia, la  speranza , l’innocenza, la purezza di quel Bambino nato, morto e risorto per noi al quale noi ci affidiamo insieme alla speranza di potergli somigliare almeno un po', proprio come Gli somigliano i nostri bambini puri e senza macchia!
Grazie bambini per la tenerezza che ci ispirate tutte le volte che incrociamo i vostri occhi, dovremmo fermarci e ripartire proprio da lì ... ogni volta...».

Grazie Bambini! Ci avete fatto gustare la tenerezza di Gesù Bambino.

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Epifania 2016

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Epifania 2016

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Epifania 2016



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