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Senza paura i Giovani 99 si sono tuffati nel loro profondo


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Con giovedì 8 ottobre si sono conclusi due incontri sul tema dell’IO. Due le angolazioni d'incontro e di confronto: le domande e le certezze che abitano la profondità della storia personale di un adolescente. Occhi sgranati, orecchie in tensione, uso richiesto del cellulare alla mano, stimolati dal don, ad usare ogni potenzialità personale, anche quella di uno smartphone, per coinvolgere chi da casa ha seguito l'incontro di gruppo.

Io sono i miei punti interrogativi

Quante domande pulsano all'interno della vita di un adolescente? Quanti punti interrogativi diventano il bosco all'interno del quale i giovani cercano e scelgono il sentiero da percorrere. Solo la mancanza di fiducia nella bellezza della propria vita porta i ragazzi a vivere con paura la scoperta e l'innamoramento delle proprie domande interiori.

Se qualcuno sopporta a mala pena l'eco dei suoi perché esistenziali, altri sentono una vibrazione di vita e di senso proprio all'interno delle loro domande. Per chi non ha timore di ascoltare il proprio vissuto, la vita è assetata di senso e di bellezza. Essa cerca una dimensione che va ben oltre lo scontato di tutti i giorni, oltre i confini della routine di paese e di città. La vita cerca e, cercando, abbraccia una dopo l'altra le tantissime domande di autenticità.

In ogni singolo punto interrogativo di un adolescente "xy" si nasconde un anelito di verità, di realizzazione, di maturazione di tutte quelle che possiamo definire le dimensioni più intense della sua personale presenza nel mondo.

Al bando ogni paura, caccia serrata ad ogni imbonitore di senso, il coraggio sta proprio nel cavalcare i più selvaggi punti interrogativi, senza perdere di vista la metà del proprio cammino personale.

Ecco, allora, a chiusura della prima serata, la provocazione educativa del don: "Ascolta i tuoi punti interrogativi!", spronando i sedicenni a passare all'attacco, a non retrocedere di fronte a quel mondo di adulti imbalsamatori di sogni sensati, che vorrebbero anestetizzare le eterne domande, a sedare ogni loro desiderio eterno d'Infinito.

Io sono i miei punti esclamativi

Le cose si complicano all'apertura del secondo incontro, quando i Giovani 99 devono scegliere se abbracciare la sfida di misurarsi con i propri punti esclamativi, oppure abbandonarsi alle loro smisurate insicurezze.

Come le domande, anche le certezze, le fermezze e le prese di posizioni interiori sono importanti. Non si vive se non prendendo coscienza dell'importanza dei propri punti esclamativi. E se per tanti motivi le domande fanno vacillare il passo, le certezze invece aumentano la velocità nel cammino. Chi sa di possedere una verità nel cuore non vacilla, non si arresta, non retrocede ma affronta la distanza dalla metà come una sfida alla costanza e alla propria volontà. Andare a zig zag non rispecchia il valore di una certezza, la perpendicolarità di un punto esclamativo interiore.

Se da una parte il contagio del non senso sociale genera nei singoli ragazzi la dispersione delle loro energie vitali e il disorientamento degli occhi nell'intricato gomitolo dei sentieri, solo l'ascolto dell'IO profondo, la condivisone fraterna delle comuni domande, la voglia di spartire generosamente l'anelito esistenziale, tutto questo, diventa preludio al gusto e al sapore della propria storia.

Ecco che allora i punti esclamativi chiedono veloce capacità di cambiamento e immobile fermezza di spirito. Velocità di cambiamento delle proprie idee, quando attorno è cambiato il panorama di contorno che le ha generate. Del resto, sarebbe davvero sciocco restare immobili, irremovibili e arroccati sulle proprie idee, idelle che ora, oggi, non hanno nulla a che vedere con la realtà del presente. Anche le idee invecchiano e, per restare eternamente giovani nello spirito, c'è bisogno di cambiare gradualmente tutto il modificabile dei pensieri.

Al contrario, non si possono cambiare i principi, i valori, i punti esclamativi interiori. Principi, valori, punti fermi sono tutti di vitale, di esistenziale importanza. Ciascuno punto escalmativo è paragonabile a un pilastro su cui poggia una campata del ponte della propria vita. Ed uno insieme all'altro, non si possono toccare, spostare, o sostituire facilmente i punti, i pilastri, portanti della propria esistenza. È pericoloso. C'è bisogno invece di un continuo e di un inarrestabile lavoro di protezione e di consolidamento delle loro fondamenta, perché il processo di erosione prodotto dal succedersi delle esperienze di vita, soprattuto le avventure più diverse dal comune, non rubi ad esse terreno e roccia di sostegno.

E così, anche la seconda serata termina con una seconda provocazione del don: "Assicura i punti esclamativi delle tue certezze", proprio perché ciascuno ragazzo prenda coscienza della sua responsabilità e del valore della sua tenacia a non mollare la presa delle briglie della propria corsa.

Il mio IO in connessione con tanti Tu

Le due serate si concludono entrambe all'insegna della creatività, e come potrebbe non essere altrimenti? Non può mancare nella nostra Parrocchia il coraggio e il gusto di osare sentieri inesplorati, alla fine non meno buoni rispetto a quelli di sempre. Nella creatività è nascosto lo stesso pensiero originale e creativo di Dio e chi, più dei ragazzi, si può sentire affascinato e rapito dalla purezza delle cose del Cielo?

Ecco, allora, a chiusura di un ping-pong di stimoli e di risposte una cascata di spot messaggio, uno per ogni emozione provata durante l'ascolto di discorsi sull'IO fuori dal comune, ma non fuori dal proprio orizzonte di ricerca di senso e di felicità.



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