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Dio e l’uomo parlano tra loro con parole e gesti, per raccontarsi l’un l’altro quanto palpita dentro di loro e per costruire ponti di comunione. Nella regola dell’ascolto avviene l’arte dell’incontro tra menti e cuori di mondi infiniti.

Quando le stagioni della vita personale sono attraversate da Dio ha inizio la festa della terra con il cielo. Celebrare è questione di fede, quando ciascuno rende gloria per la bellezza dell’altro: l’uomo a Dio e Dio all’uomo.

La fedeltà a Dio e all’uomo si gioca nella capacità di servire entrambi per amore. Nel gesto del servire sono le parole e il sorriso a rivelare la verità dei cuori e, ancor di più, l’amore senza limiti per la gioia e per la vita degli altri.

Abbracciarsi nel nome del Signore

Prove per dare inizio all'esperienza dei gemellaggi pastorali


Abbracciarsi nel nome del Signore

Nasce così, non certo per caso, ma per la via dell'amicizia e della stima reciproca il viaggio di un gemellaggio tra due realtà pastorali.

Non si tratta solo di raccontarsi quello che accade da una o dall’altra parte del mondo; neppure è questione di un mero “copia & incolla” di un’idea, di un risultato raggiunto o di un’esperienza davvero originale che sta funzionando per qualcuno.

Per il tempo di un gemellaggio, per quanto lungo o breve esso possa essere, tra due realtà pastorali avviene soprattutto l’esperienza dell’incontro. Quanti hanno incrociato nella loro storia personale e comunitaria la forza rivoluzionaria della Parola di Dio scoprono di essere e di riconoscersi fratelli e sorelle dello stesso Signore Gesù.

Non è scontato mettere al centro la persona di Gesù, purtroppo anche nelle nostre esperienze di Chiesa. Quante volte si rischia di correre per strade che sanno un po' di Vangelo, quasi un'infarinata, ma non sono strade di Vangelo nella sostanza e nella concretezza della vita della propria Comunità. Bello è quando ci si scopre incamminati sulla stessa strada, pur appartenenti a paesaggi e a contesti culturali e geopolitici diversi; ma questo è l'elemento vincente di un gemellaggio: non diventare uguali, ma restare fratelli nella ricchezza condivisa della propria originalità.

Ma al di là delle visite e degli scambi reciproci, c'è uno spazio che più di ogni altro è possibile vivere nella dimensione della propria generosità, è quello della preghiera l'uno per l'altro. Quanto bisogno hanno le nostre Comunità di sentirsi reciprocamente sostenute nella preghiera, invocando sulla propria storia e su quella della Chiesa intera la presenza e la forza dello Spirito del Risorto.

Il gemellaggio passa così attraverso l'impreziosimento della preghiera, secondo i tempi di ciascuno, ma nella certezza che il proprio spazio di vita è abitato dalla presenza nella fede e nell'amore di un altro fratello al di là del mondo, di un'altra Comunità di fede fino ad oggi sconosciuta, ma da ora in poi nel proprio cuore piccolo e prezioso pezzettino della stessa Chiesa di Gesù.



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